La Carta europea delle lingue regionali o minoritarie (in lingua inglese: European Charter for Regional or Minority Languages, ECRML) è un trattato internazionale concluso a Strasburgo il 5 novembre 1992 nell’ambito del Consiglio d’Europa
La Carta intende, da un lato, tutelare e promuovere le lingue regionali o minoritarie come parti del patrimonio culturale europeo in pericolo d’estinzione e, dall’altro, promuovere l’uso di queste lingue nella vita pubblica e privata. Il suo scopo è essenzialmente culturale.
Essa nasce dalla constatazione che in varie parti d’Europa vivono popolazioni autoctone che parlano una lingua diversa da quella della maggioranza della popolazione dello Stato di appartenenza.
La carta è entrata in vigore quando è stata ratificata da almeno cinque stati, cioè il 1º marzo 1998.
L’Italia ha firmato la carta il 27 giugno del 2000 ma non l’ha ratificata. Una legge in materia di protezione delle minoranze linguistiche è stata approvata già nel 1999; il consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge di ratifica il 9 marzo 2012, ma il Parlamento non si è ancora pronunciato in materia.